Recensione – Le rovine di Isis di Marion Zimmer Bradley

Da un po’ di tempo ero intenzionato ad approcciarmi a Marion Zimmer Bradley, ma il suo corpus di opere è veramente vasto e non sapevo bene da cosa iniziare. Alla fine la scelta è ricaduta su Le rovine di Isis, in quanto romanzo abbastanza breve, autoconclusivo, la cui sinossi mi ha incuriosito:

Un pianeta ai margini della galassia, squassato da terremoti e maremoti. Un Matriarcato, una società gestita da donne, in cui gli uomini sono relegati a un ruolo assolutamente subordinato. Un pianeta che nasconde, forse, un segreto: i testi archeologici di un’antichissima civiltà la cui stessa esistenza, però, non è mai stata dimostrata in modo definitivo. Su questo pianeta sbarcano, in missione di studio, un’antropologa e un’archeologo, che per il fatto stesso di essere uomo non ha titolo per svolgere il suo lavoro. Ma che nasconde anche lui un segreto, ignoto anche alla moglie, dal quale può dipendere l’esistenza dello stesso Matriarcato.

Le premesse sono interessanti, anche se non vengono esplorate troppo in profondità. Nel complesso comunque sono rimasto soddisfatto di questa lettura!

Scheda del libro

Titolo Le rovine di Isis
Autore Marion Zimmer Bradley
Data 1977
Pubblicazione italiana 1999
Editore Fanucci
Traduttore Maurizio Nati
Titolo originale The Ruins of Isis
Pagine 296
Reperibilità Reperibile usato

Trama

Cendri e Dal sono una coppia di ricercatori del pianeta Università: lei antropologa, lui archeologo. Per una serie di circostanze fortuite viene permesso loro di effettuare una ricerca sul pianeta Isis/Cinderella, notoriamente poco disponibile ad accogliere estranei. Infatti su Isis vige un matriarcato, che prevede una separazione netta tra donne e uomini, considerati alla stregua di animali incapaci di contenere i loro desideri aggressivi e sessuali. Su Isis sono presenti delle rovine che si ipotizzino essere dei Costruttori, una civiltà antica di milioni di anni addirittura: da qui l’invito della Matriarca di una ricercatrice che si occupi di studiare questo sito archeologico. Viene tuttavia richiesta una donna per questo incarico, quindi Cendri fa finta di essere una archeologa, mentre Dal diventa il suo assistente. Questa menzogna crea una serie di situazioni complicate e imbarazzanti su Isis, a partire dal loro arrivo…

«La Dotta Signora si rende conto che l’importazione di maschi da fuori mondo è, tecnicamente, una violazione delle leggi del Matriarcato. Sono state fatte delle concessioni, come la Dotta Signora sa bene, per il suo rispettabile stato di Erudita di Università, ma non si può rinunciare a certe formalità. Sono costretta a compilare una dichiarazione a nome della Dotta Signora.» Tirò fuori un modulo e uno strumento per scrivere. «Ha un tatuaggio di proprietà?»
«Un… che cosa?» [—] «Come ho già detto alla Dotta Signora, sono state fatte delle concessioni in virtù del suo rispettabile stato; si è rinunciato a questo requisito per l’intervento speciale della Pro-Matriarca, come cortesia diplomatica.» In qualche modo la ragazza riuscì a far capire, senza il minimo cambiamento nel suo tono cortese e inespressivo, che riteneva quella concessione un errore. Cendri ebbe il dubbio di essere fin troppo sensibile alle sfumature, ma unì formalmente le mani davanti alla faccia e disse a bassa voce che apprezzava molto la cortesia della Pro-Matriarca, domandandosi nel contempo chi diavolo fosse.
«Tuttavia, come la Dotta Signora certamente comprende, non è possibile evitare la dichiarazione formale di responsabilità, e alcune forme di identificazione permanente, neppure per scopi diplomatici,» aggiunse la giovane pilota. «Se lo desidera, subito dopo l’atterraggio possiamo mettere a disposizione un andromedico che gli pratichi sul momento un marchio o un tatuaggio. L’intervento è rapido ed estremamente umano, e il contrassegno può essere poco appariscente oppure ornamentale, come la Dotta Signora desidera.»

La Pilota non nasconde il suo disinteresse nei confronti di Dal: nel matriarcato, gli uomini sono proprio degli schiavi. Superato questo iniziale imbarazzo, Cendri e Dal vengono condotti nella residenza della Pro- Matriarca Vaniya, acerrima nemica della Pro-Matriarca Mahala; le due si contendono la posizione di Alta Matriarca (al momento occupata da un’anziana donna in coma, Rezali). Inizia qui l’avventura della coppia di ricercatori, che a poco a poco comprendono meglio la politica e i costumi di Isis. In generale, la trama ha un buon ritmo e ci sono un po’ di avvenimenti interessanti; forse il finale ho trovato un po’ troppo stringato.

Mostra spoiler
Nelle rovine dei Costruttori, impenetrabile con la tecnologia a disposizione di Cendri e Dal, vive una specie aliena incorporea che comunica con pensieri ed emozioni alle donne di Isis, di fatto impersonando una divinità. Interessante che questi alieni non “vedessero” gli uomini perché era tutto filtrato dal punto di vista delle donne! Nel momento in cui gli alieni iniziano a parlare con gli uomini, le donne vedono il loro potere divino in qualche modo vacillare. Mi è piaciuto molto questo aspetto, sebbene, prevedibilmente, di questi famosi Costruttori non scopriamo niente!

Worldbuiding

Ho letto pesanti critiche a Le rovine di Isis in quanto il “messaggio” che trasmette è negativo e obsoleto… io non penso che un libro debba necessariamente trasmettere un messaggio: la Bradley, scrivendo del matriarcato, non ha mica pensato “wow sì femminismo, girl power, rendiamo i maschi schiavi!”; ha semplicemente fatto uno sforzo per immaginare il funzionamento di una società matriarcale. Un po’ penso che il pensiero della scrittrice si celi dietro la protagonista Cendri, che si pone numerose domande di tipo antropologico e sociale.

Il matriarcato

Il matriarcato di Isis viene svelato a poco a poco, visto che non ci sono studi o ricerche a riguardo. A partire dai discorsi con le donne, Cendri scopre che i maschi vivono in delle case a parte e i contatti tra i due sessi sono molto rari. Le donne stanno insieme, vivono insieme, lavorano insieme; le relazioni romantiche sono ammesse e incentivate solo tra donne. Il punto di vista degli uomini, purtroppo, viene esposto davvero di rado, solo indirettamente tramite Dal, e tramite Rhu, il compagno della Pro-Matriarca Vaniya.

«E io non ho paura di tutti i minacciati pericoli dell’Unità, Dotta Signora.» Cendri era sul punto di smontare dalla vettura, ma si fermò, la mano sulla levetta di apertura. «I pericoli dell’Unità?» chiese con stupore. «Che cosa potremmo mai avere, se posso chiederlo, che sia pericoloso per voi?» «La guerra,» rispose Miranda, e il suo viso divenne improvvisamente serio. «È un fatto storico, Dotta Signora, che ogni società in cui agli uomini è stato consentito di governare ha finito col distruggersi a causa delle guerre, per la natura competitiva e aggressiva dell’animale maschio. E di questo, penso, che si ha paura.» Cendri sbatté le palpebre e replicò: «Ma la nostra società – l’Unità – non solo non si è distrutta, ma sta prosperando dopo più di cinquecento anni di pace. Lady Miranda. Proprio non riesco a capire la sua logica.»  Lady Miranda sembrò confusa. «Gliel’ho detto che non capisco niente di politica. Deve parlarne con mia madre. Venga,» disse, piegandosi verso Cendri e aprendo la maniglia, «lasci che le dia il benvenuto a casa nostra, Dotta Signora.»

Quindi non solo i maschi sono imprevedibili dal punto di vista degli impulsi sessuali, sono pure responsabili delle guerre di tutti i mondi!

I riti stagionali di accoppiamento

Un brano particolarmente interessante riguarda il rito dell’accoppiamento, a cui Cendri suo malgrado:

Poi li vide avvicinarsi, una linea lunga e solenne che risaliva dalla spiaggia. Udì qualche donna – molto giovane, a giudicare dal suono della voce – che emetteva gridolini nervosi, e qualcun’altra vicino a lei che la rimproverava a bassa voce. Sentì le dita di Laurina al suo fianco che le artigliavano il braccio, con una stretta intensa e convulsa. E all’improvviso Cendri capì. Dunque è cosi che uomini e donne si incontrano. Con solennità, al chiaro di luna, in un rituale chiamato “visitare il mare”. Avrebbe dovuto capirlo. Le battute di Miranda sui piatti a base di pesce. E adesso lei era lì, era parte di tutto ciò. Qualcosa in lei gridò freneticamente di allontanarsi, lei non c’entrava nulla, non poteva… eppure un’altra parte era eccitata ed euforica, e desiderava vedere e capire, consapevole che ormai non c’era modo per distinguersi dalle donne di Isis, raggruppate là in attesa del rito stagionale di accoppiamento. Un pensiero vagabondo le sfiorò la mente, io sono un ‘antropologa, volevo studiare le loro abitudini, e poi, con segreta ilarità, si chiama osservazione partecipata.

È questo uno dei pochi momenti di vero contatto tra uomini e donne, e Cedri si aspetta qualcosa di brutale e rozzo… si sorprende che è tutto molto dolce e tenero invece. Interessanti sono le riflessioni di Cedri in merito all’amore in questa società:

Eppure, su un mondo in cui l’amore non viene molto considerato come componente della struttura sociale, dev’essere difficile amare… Sul mondo di Cendri, e su molti dei mondi dell’Unità, l’amore fra uomo e donna aveva la funzione di prezioso vincolo sociale, di coesione all’interno della comunità, serviva a determinare i legami per l’accoppiamento e a creare gli accordi sociali per la cura e l’allevamento dei figli. In questa prospettiva l’amore era rispettato e considerato, e su parecchi mondi legato indissolubilmente alla sessualità. Ma qui, dove i vincoli sociali e la sessualità non sembravano affatto alleati, poteva esistere l’amore come tale? Perfino nell’Unità c’era chi considerava un mito l’amore romantico…

Personaggi

Cendri e Dal

La coppia di Università sembra molto affiatata e complice, almeno all’apparenza; la permanenza su Isis, tuttavia, crea dei profondi squilibri! Cendri è in una posizione di potere mentre Dal è costantemente ignorato e svalutato, una sensazione che gli procura un senso di frustrazione non indifferente: non mancano i litigi e le discussioni, che la donna cerca sempre di mediare… a volte in modi che la lasciano perplessa:

«Non potrei essere più d’accordo, Dal,» disse Cendri, sospirando e mettendo via i suoi appunti. Non poteva scriverli con serenità se Dal era di quell’umore. Sembrava che ci fosse un solo modo per lenire il suo orgoglio ferito, e lei cercò di trovargli delle scuse: era l’unica funzione che in quel luogo gli veniva attribuita e non c’era da meravigliarsi che Dal si sforzasse di affermarsi nell’unico modo che poteva, che volesse lasciare l’impronta del suo corpo su Cendri. per compensare in qualche modo la sua posizione umiliante su quel mondo. Ma lei provava suo malgrado una forma di risentimento: subiva senza vero desiderio, sentendosi usata e logorata. Ma come dovrei aspettarmi che si senta, qui? Lealmente, sforzandosi di soffocare il risentimento, si lasciò accompagnare fino all’alcova. L’Angolo del Piacere, pensò amaramente: ma quale piacere?

Miranda

Una delle figlie de della Pro-Matriarca Vaniya, Miranda, al momento incinta, diventa un’amica stretta di Cendri: da lei apprendiamo qualcosa della cultura su Isis, ma non troppo. Infatti c’è sempre un limite che Cendri ha paura di superare, come quando le chiede chi è il padre del bambino. Miranda inorridisce a questa domanda, e noi scopriamo solo verso la fine il perché: nessuna donna può sapere chi è il padre del proprio figlio, visto il rituale dell’accoppiamento! Miranda è un personaggio interessante perché è sovversivo: crede profondamente nella cultura del matriarcato, eppure si innamora di un uomo, Rhu, e questi sentimenti sono vissuti in modo molto conflittuale (com’è prevedibile)! La sua contraddizione si palesa in discorsi come questo:

Lady Miranda rise. «Il solo fatto che gli uomini siano accettati come studiosi,» disse, «è già un segno di pregiudizio e di iniquità. È una questione biologica, ampiamente dimostrata da qualunque scienziato imparziale, che mediamente il cervello dell’uomo è più piccolo di quello di una donna, che le bambine sono più alte e più pesanti nell’età della pubertà, e naturalmente anche dopo, e che i maschi sono spesso vittime delle loro sollecitazioni sessuali al punto che è impossibile educarli. I bambini, per esempio, possono essere educati, se lo si fa con la giusta preparazione. Ma solo in una società in cui sono i maschi a fare le regole si può accettare l’idea di un’autentica istruzione per maschi adulti normali.»

Rhu

Questo bellissimo uomo, dotato nelle arti e nel canto, è il compagno giovane di Vaniya: in un mondo in cui gli uomini sono relegati alle attività fisiche più pesanti, un uomo delicato come Rhu non è che un giocattolo nelle mani delle donne. Deve chiedere il permesso alla donna più anziana per qualsiasi cosa e, a parte quando gli viene chiesto di cantare e suonare, viene perlopiù ignorato, tant’è che Dal gli dice che su un altro pianeta le sue capacità lo avrebbero reso molto famoso. Peccato che abbiamo praticamente solo Rhu per comprendere meglio la condizione degli uomini su Isis.

Pro-Matriarca Vaniya

Pienamente immersa nella vita sociale e amministrativa di Isis, Vaniya appare come una persona molto elegante, a tratti indulgente, a tratti autoritaria: dal suo punto di vista, il matriarcato ha una sua perfetta logica incontrovertibile. Il potere e la superiorità delle donne, a suo avviso, sono anche confermate dalla divinità che vive nelle rovine dei Costruttori, che parla solo alle donne appunto. Il suo punto di vista si scontra puntualmente con la collega e avversaria Mahala, la quale auspica un coinvolgimento maggiore dell’Unità.

Considerazioni finali

Isis/Cinderella è un pianeta con pochissima terra abitabile, dei terremoti molto frequenti e una civiltà che si regge sulla schiavitù degli uomini. Questi due ricercatori universitari, Cendri e Dal, sono un possibile motore di cambiamento, insomma un catalizzatore: cosa farà il matriarcato di Isis, sarà disposto a rivedere i propri assunti di base e cambiare qualcosa in modo radicale per garantirsi la sopravvivenza? E che ruolo giocheranno Cendri e Dal? In questo senso, leggere Le rovine di Isis è stato molto interessante: uno svelarsi a poco a poco dei limiti e dei problemi di questo pianeta, ma non solo… c’è anche una bella parte di mistero, con questi strani Costruttori che hanno creato queste rovine millenarie, e con queste divinità particolari che infondono un senso di benessere e pace alle donne di Isis! Nel complesso una lettura interessante, per chi è interessato al finale andate a leggere la parte sotto spoiler nel paragrafo della trama! Il mondo costruito dall’autrice è un pochino abbozzato – non possiede la finezza delle realtà immaginate da Ursula K. Le Guin – tuttavia non mi è dispiaciuto leggere Le rovine di Isis.

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